Concerto in corso: 25 GENNAIO – “Concerto Napoletano” – 1° Festival di Musica Barocca

Direttore: GIANCARLO DE LORENZO
Violoncello: MARIANO DAPOR

Prima Edizione
Festival di Musica Barocca

Martedì 25 Gennaio 2022 – ore 17.30
Chiesa Luterana – Corso Garibaldi – Sanremo

Violoncello: MARIANO DAPOR
Direttore: GIANCARLO DE LORENZO

Programma:

Giovanni Battista Pergolesi
Primo Concertino in sol maggiore per archi
Grave – Allegro
Grave, staccato
Allegro vivace

Nicola Fiorenza
Concerto per violoncello solo e basso in fa maggiore
Presto – Largo – Presto – Largo – Presto – Largo
Allegro
Largo
Allegro – Largo – Allegro

Leonardo Leo
Concerto per violoncello solo con violini del Sig. Leonardo Leo
Andantino grazioso
Allegro
Larghetto
Allegro

Nicola Porpora
orchestrazione di Riccardo Zandonai
Aria per Violoncello
Andante sostenuto

Domenico Scarlatti orchestrazione di Mariano Dapor
Sonata K3/L378 in la minore
Presto

La Scuola Musicale Napoletana ha radici profonde. Artisti provenienti da tutto il Mediterraneo, a partire dalle esibizioni di Nerone e dell’Imperatore Claudio, attendevano con fervore il giudizio del pubblico partenopeo.
A Napoli, nella seconda metà del 1400, fu istituita la prima scuola musicale italiana e forse europea grazie a Ferdinando I di Aragona e nello stesso periodo venne dato alle stampe uno dei primi dizionari di termini musicali della storia. Questa Accademia pose le basi per la nascente Scuola Musicale Napoletana.
In città intorno al 1500 erano già presenti Orlando di Lasso, Jean de Macque, Diego Ortiz, Gian Leonardo dell’Arpa, la cui numerosa produzione e invenzione di inedite forme fra cui la “Villanella o Canzone Napolitana” spiegano la portata di quello che avverrà. Di rilievo anche la scrittura di numerosi trattati come “Due dialoghi sulla musica e La cura dei mali colla musica” di Dentice oppure “La prattica musica vocale, et strumentale” di Cerretto. Vale anche la pena ricordare la figura di un genio della musica attivo a Napoli; Carlo Gesualdo da Venosa e della sua Camerata formata da illustri Maestri che erano attivi presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini. Con la Commedia dell’Arte che si fonde con la musica e la presenza attiva di Gaspar Sanz e Domenico Scarlatti, Napoli si impone come capitale della musica strumentale.

Siamo in un periodo storico di grandi cambiamenti; Napoli era la città più popolosa d’Italia e in Europa dietro solo a Parigi e Londra. Dopo oltre due secoli di dominazione spagnola iniziata nel 1501, nel 1600 la città vide la famosa rivolta di Masaniello a causa del malgoverno spagnolo e la nascita di un’effimera repubblica indipendente. Nel corso della guerra di successione spagnola l’Austria conquistò Napoli (1707), ma la tenne per pochi anni, fino al 1734, anno in cui il regno fu occupato da Carlo di Borbone, che vi costruì uno stato indipendente il quale comprendeva tutto il Mezzogiorno italiano e la Sicilia. Insieme a Parigi e Londra, sotto la dinastia dei Borbone, Napoli rafforzò il suo ruolo divenendo una tra le principali capitali europee.

Ed è in questo contesto che operano, nei quattro Conservatori di Napoli (Santa Maria di Loreto, Santa Maria della Pietà dei Turchini, dei Poveri di Gesù Cristo e di Sant’Onofrio), i compositori al centro di questo programma. Risalta la natura espressiva del loro stile, la grande inventiva, freschezza e libertà. Una sensibilità alla melodia vocale trasposta sullo strumento musicale con cura e competenza. Articolazioni ricche di fascino con alcune influenze arabe e giochi ritmici che sfalsano, grazie ad abili “emiole”, il metro della battuta. Armonie ricercate e giochi contrappuntistici sempre protesi alla ricerca di uno stile bello, raffinato ed elegante. Alternanze molto ricche di agogiche e di metri (dattilico, anapesto, giambico..). In una parola uno stile che vuole rappresentare in tutta la sua interiorità ed esteriorità l’Arte assoluta.
In coda al programma due brevi brani la cui particolarità è legata al fatto che sono stati orchestrati il primo da Riccardo Zandonai e il secondo da Mariano Dapor. L’aspetto interessante è che la prima delle due orchestrazioni è stata scovata in una biblioteca roveretana (Rovereto è la città di Zandonai) e forse quasi mai eseguita in concerto, mentre la seconda è una prima esecuzione assoluta e si basa su una fra le 555 Sonate scritte per clavicembalo solo da Domenico Scarlatti.
A cura di Mariano Dapor